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CARBONE E CARBONAI: STORIA ED ARTE DI UN TEMPO L'Umbria è una regione magica ricca di Arte, Cultura, Storia e soprattutto di rievocazioni popolari che da padre in figlio sono giunte fino ai giorni nostri. Ancora oggi infatti in una zona dell'Umbria la famiglia Della Botte pratica la meticolosa e sapiente arte del carbonaio: così comune un tempo quanto sconosciuta oggi. Per questo il nostro amico Gianni, che dai suoi avi ha ereditato l'arte del carbonaio, ha sentito il desiderio di riscoprire, valorizzare e far conoscere a tutti questa nobile arte. Il cuore dell'attività si svolge nell'area di S. Maria dell'Acqua Viva, nella zona di Pomonte, comune di Gualdo Cattaneo. In gruppi di 15 o 20 persone si potrà assistere all'affascinante mutazione della legna in carbone, catalizzando l'attenzione dei visitatori in una magica atmosfera densa di fumi ed aromi di legno e di bosco. I ritmi lenti e cadenzati con cui Gianni costruirà la fornace suggeriranno armonie lontane, movimenti senza tempo di gestualità antiche ormai andate perse. Il tempo ed il suo trascorrere perdono di importanza dinanzi alla minuziosa cura che il nostro amico mette per la perfetta riuscita del carbone. Pochi oggi rammentano l'importanza che un tempo ha avuto il carbone nella storia dell'uomo, le fusioni dei primi metalli, l'età del bronzo, i vetri etruschi, le armi romane, il riscaldamento fino ad arrivare ai primi motori a vapore. 
IL CARBONE Gianni ci ricorda che passeggiando tra i boschi di Bettona e fino a Gualdo Cattaneo è facile imbattersi in numerose piazzole dove un tempo i carbonai costruivano le loro "cotte", del tutto simili a quelle che a scopo didattico-produttivo gli ospiti potranno ricostruire, imparando a valutare la forza del vento e l'intensità del fumo, per poter rivivere uno spaccato di storia e di fatica. Dopo il duro lavoro delle cotte il carbone un tempo veniva messo in sacchi di juta,legato con filacci di ginestra e smacchiato, cioe' portato fuori dal bosco a dorso di muli. Dopodichè, nel cuore della notte, veniva caricato su carretti trainati da asini e portato alla distribuzione nelle vicine città di Bevagna, Foligno e Assisi. Per la realizzazione del carbone venivano usati i legni meno pregiati e meno richiesti dal mercato della legna da ardere in quanto troppo sottili: la quercia, la rovella, il cerro, il leccio ed il corbezzolo erano i più indicati. Il carbonaio, prima di iniziare la composizione della cotta, taglia la legna a tronchetti di 40/60 cm e dopo aver preparato accuratamente la piazzola li dispone a forma di cono, lo riveste in basso con fascine verdi, sopra di uno strato di foglie secche e terriccio. Nell' accatastare il legame ha la cura di lasciare un pertugio per poter entrare con la fiamma e dar fuoco alla cotta. Il carbonaio vigilerà per due giorni e due notti la cottura del carbone e farà in modo che il fuoco arda in modo omogeneo, regolando la giusta quantità di ossigeno tramite "sentinelle" (fori per l'accesso dell'aria) . IL ROMITORIO Il mistero di un vecchio ed affascinante manufatto completa il quadro di mistica armonia del tempo al di fuori del tempo. Quattro metri e venti per cinque e settanta e' una storia che si perde nel tempo. Il rudere considerato mucchio informe di pietre si apre man mano svelando una storia ricca di mistero che si perde oltre la memoria e ci riporta in un momento nei tempi dei castelli e dei mistici eremiti. Nel libro "Pomonte castello dell'Umbria" di Francesco Guarino si parla di questo manufatto datato XII-XIII sec. e denominato Heremite o Romita, ma recenti studi all'interno hanno riportato alla luce nuove tracce di un ulteriore piano sotteraneo ed elementi lignei facenti parte di un arcaico macchinario ad acqua, nonché cunei in pietra basaltica.
SI ORGANIZZANO ESCURSIONI E VISITE GUIDATE IN GRUPPO CON IL SUPPORTO ED IL SAPERE DELL'AMICO GIANNI DELLA BOTTE. Per ulteriori informazioni e prenotazioni
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Presidente Associazione B&B "Nel cuore verde dell'Umbria" Francesco Piermarini
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Tel. 347.3630963
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