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BICENTENARIO DELLA MORTE DELL' ARCHITETTO FOLIGNATE GIUSEPPE PIERMARINI (18/07/1734-18/02/1808) Il prossimo 18 febbraio due città italiane, lontane tra loro geograficamente e diverse per cultura e tradizioni popolari, Foligno e Milano, si apprestano a celebrare un evento che le accomuna. Ricorre infatti il bicentenario della morte di un uomo che ha vissuto nella seconda metà del 1700 e i primi del 1800 e cioè l'architetto Giuseppe Piermarini che, con la sua opera e il suo ingegno ha reso grande la città di origine (Foligno) e quella che lo ha ospitato per lungo tempo (Milano) a cui ha lasciato il più grande tempio della musica del mondo, che è il Teatro alla Scala. Quello che ci preme tuttavia rimarcare che il Piermarini, oltre ad essere un uomo di pensiero o se vogliamo di ingegno creativo, era anche un uomo del fare, nel senso che gli piaceva realizzare concretamente con le proprie mani, nuove attrezzature e manufatti. Di questa passione non ne faceva mistero ma addirittura cercava di divulgarla istruendo i maestri artigiani che partecipavano alla realizzazione delle sue opere o che volevano elevare le loro capacità. Questo aspetto rende la sua figura più vicina alle tradizioni contadine e artigianali peculiari della sua terra di origine che, con legittimo orgoglio, si appresta a tributargli ancora omaggio. Di seguito, a mero titolo di esempio e certamente in modo assolutamente non esaustivo,vengono riportate per comodità di consultazione alcune sintesi della sua biografia e delle sue opere tratte da siti internet. Biografia 1734, 18 Luglio - Giuseppe Piermarini nasce a Foligno, Perugia. 1750 - Il padre lo manda a Roma per seguire corsi regolari: studia matematica, geometria ed architettura in quanto risulta particolarmente dotato per il disegno. Svolge il suo apprendistato presso gli studi degli architetti Posi, Murena e Luigi Vanvitelli (1700-1773). Segue alcuni corsi presso l'Accademia di San Luca e si diletta nell-eseguire rilievi accurati delle architetture romane. 1754/58/66 - Partecipa ai Concorsi Clementini. 1765/69 - Si trasferisce a Napoli con Vanvitelli, dove intrattiene stretti rapporti con il Maestro: la lezione vanvitelliana si riconosce nella capacità temi desunti da sintassi architettoniche diverse e nella corretta metodologia compositiva. La sua attenzione per l'antichità classica è una componente fondamentale della sua formazione anche nel periodo napoletano, si dedica infatti allo studio degli scavi di Pompei ed Ercolano. 1766 - Vanvitelli incarica Piermarini e il figlio Carlo di eseguire il rilievo dell'anfiteatro di Capua e dell'Arco di Traiano a Benevento. Quest'ultimo viene stampato in 8 tavole nel 1770. Affidare a Piermarini un incarico così importante significava riconoscergli qualità di fine disegnatore e capacità di restituzione grafica. 1769 - Arriva a Milano al seguito Vanvitelli. Dopo che i progetti di Vanvitelli per il Palazzo Ducale non vengono accolti con entusiasmo, viene proposto, dallo stesso Vanvitelli, per studiare nuove proposte. 1770 - Propone un progetto che prevedeva la costruzione ex-novo di un Palazzo Arciducale da realizzare nell'area della Cavalchina, ma per questioni economiche si decide di restaurare il vecchio Palazzo Ducale. 1770 - E' nominato dall'Imperatore Architetto di Corte. 1771 - Da Milano viaggio a Roma e Napoli. 1772 - Viaggio a Roma. 1775 - E' supervisore dell'edilizia cittadina e Architetto regio Camerale. 1776 - E' professore all'Accademia di Brera. 1779 - Viaggio a Roma e Napoli. 1780 - E' funzionario regio, assunto con regolare contratto. 1780/90 - Svolge una intensa attività di consulenza, progettazione e costruzione di edifici destinati alle diverse istituzioni statali, tanto che inizia a cedere alcune delle sue incombenze ai suoi aiutanti Pollach e Segrè. Manifesta inoltre un profondo interesse per la strumentazione fisica e ottica, per la botanica e la natura in generale. L-arciduca gli regala un tornio fabbricato a Londra e appartenuto all-Imperatore Francesco I con il quale egli costruì manufatti perfetti. E' anche in grado di costruirsi un nuovo tornio. 1783 - Riceve l'incarico di rivedere a Milano i prospetti verso il Verziere e verso l'Arcivescovado. 1791 - Viaggio a Venezia. 1808, 18 Febbraio - muore a Foligno (Perugia). Opere 1770 - Progetto per orfanotrofio a Porta Romana, Milano (non realizzato) 1770 - Progetto per ospedale dei pazzi, Milano (non realizzato) 1770 - Progetto per il Palazzo Regio Ducale e nuovo assetto urbanistico dell'area circostante (realizzato) 1770 - Palazzo Clerici, Milano (realizzato) 1770 - Cappella Santa Maria alla Scala in S. Fedele, Milano (realizzata) 1770 - Archivio presso S. Fedele, Milano (realizzato) 1770 - Università di Pavia (realizzata) 1770 - Progetto di risistemazione di Porta Orientale (realizzata) 1770/72 - Accademia di Mantova (realizzata) 1770/88 - Progetto per terminare la Casa di Correzione, rimasto incompiuto il progetto di Francesco Croce (realizzato) 1775 - Progetto di facciata per Palazzo Greppi a S. Fedele, Milano (realizzato) 1776 - Teatro alla Scala, Milano (realizzato) 1777 - Villa Reale di Monza (realizzata) 1777 - Villa d'Adda Borromeo, Cassano d'Adda ,Milano (realizzata) 1778 - Teatro alla Canobbiana, Milano (non realizzato) 1778 - Teatro Interinale, Milano (realizzato) 1778 - Ospedale Maggiore, Milano (realizzato) 1778 - Progetto per una nuova Zecca (realizzato) 1779 - Progetto di facciata per villa Cusani, Desio (realizzata, rimaneggiata nell'800) 1779 - Palazzo di Brera, Milano (realizzato) 1780 - Apparato per le esequie di Maria Teresa in S. Fedele (realizzato) 1781 - Ampliamento e sistemazione del Regio Ufficio di Giustizia (realizzato) 1782/86 - Facciata per Monte di S. Teresa, Milano (realizzata) 1782/86 - Facciata per il Monte di Pietà, Milano (realizzata) 1782/86 - Luoghi Pii Elemosinieri Riuniti, Milano (realizzati) 1783 - Progetto per l'Imperial Regia Posta in contrada Restelli, presso il Palazzo Regio ducale, Milano (realizzata) 1783 - Ricostruzione del Teatro Ducale, Mantova (realizzato) 1784/87 - Risistemazione del soppresso monastero di S. Teresa in Deposito dei Tabacchi, Milano (realizzato) 1785 - Edificio per le feste ai Giardini Pubblici, Milano (realizzato) 1785/87 - Pio Albergo Trivulzio, Milano (realizzato) Ampliamento del fabbricato dei Tribunali in Piazza Mercanti, Milano (realizzato) 1786 - Uffici del Regio Economato, Milano (realizzati) Sistemazione dell'edificio del Collegio Elvetico a nuova sede del Supremo Consiglio del Governo, Milano (realizzato) 1788 - Progetto di facciata per Palazzo Belgiojoso, Milano (realizzato) 1788 - Palazzo Greppi in Via S. Antonio, Milano (realizzato) 1788 - Palazzo Cusani, Milano (realizzato) Bibliografia essenziale Cesarini D., Giuseppe Piermarini architetto neoclassico, Foligno, Ediclio, 1983 Stefanetti M. (a cura di), Piermarini e il suo tempo, Milano, Electa, 1983 Rassegna d'Arte (a cura di), Giuseppe Piermarini architetto, Milano, Alfieri e Lacroix, 1908 Antologia delle fonti e della critica "Pur nel persistere di interessi polivalenti ed eterogenei, l'elemento unificante per Piermarini sembrava essere quello di ordinare razionalmente le singole parti della conoscenza: ciò si desume anche dall'esame della sua prassi architettonica, come istanza tesa a salvaguardare la razionalità, vale a dire la funzionalità delle proprie costruzioni, ma anche come esigenza di concatenare, derivandole le une dalle altre, tutte le fasi della progettazione e della realizzazione, dal primo rilevamento dell'area alla messa a punto di un disegno, alla fornitura di materiali, all'esecuzione, alla stima e verifica della qualità del manufatto e, infine, alla decorazione e all'arredo interno. Proprio questo rapporto architettura-decorazione è stato sottolineato come una delle caratteristiche più importanti dell'attività piermariniana, e tale è, ma non solo dal punto di vista dei risultati bensì anche da quello del metodo e del legame profondo tra architettura e mestieri artigianali che esso sottintendeva. Piermarini realizzò questa fusione nelle sue opere, con la collaborazione-coordinamento entro griglie da lui stesso predisposte di tutti i collaboratori, ma la pose anche alla base del proprio insegnamento braidense, con la subordinazione alla cattedra di architettura di quella di ornato, frequentata molto e anche da artigiani. [']. L'utilizzo degli ordini e delle partiture, in funzione decorativa più che strutturale, sembrava comunque essere alla base della sua ricerca architettonica non solo nel singolo edificio, ma anche sulla scena urbana. ['].' [Cesarini, 1983, pag. 14] Premi e riconoscimenti E' nominato dall'Imperatore Architetto di Corte, 1770. Notizie tratte da archinfo.it magazine
Giuseppe Piermarini (Foligno, 18 luglio 1734 – Foligno, 18 febbraio 1808) L'architetto Piermarini studiò con Luigi Vanvitelli a Roma, collaborando col maestro, tra il 1765 e il 1769, alla Reggia di Caserta e trasferendosi in quest'ultimo anno, sempre insieme al maestro, a Milano. Nel 1770, iniziò la risistemazione dell'università di Pavia e tre anni dopo il palazzo dell’Accademia di Scienze e Belle Lettere, detta anche Virgiliana a Mantova. Con la decisione del governo austriaco di insediare stabilmente a Milano un arciduca. Venne stabilito di relizzare una dimora cittadina appropriata e una casa di campagna. Per l'abitazione cittadina, si adattò il Regio Ducal Palazzo, posto di fianco del Duomo, mentre per la casa di campagna, si decise di costruirne una ex novo fuori Monza. Con la decisione del governo austriaco di insediare stabilmente a Milano un arciduca.
Venne stabilito di relizzare una dimora cittadina appropriata e una casa di campagna. Per l'abitazione cittadina, si adattò il Regio Ducal Palazzo, posto di fianco del Duomo, mentre per la casa di campagna, si decise di costruirne una ex novo fuori Monza. Il Piermarini, a cui venne affidata l'impresa, cercò di non far sfigurare il nuovo palazzo, rinnovato in sobrie forme neoclassiche (1773-80), dinnanzi alla magnificenza del Duomo gotico, e per ovviare a questo problema realizzò la cosiddetta Piazzetta Reale, prospiciente il palazzo e allora più ampia di Piazza Duomo, uno spazio delimitato ma non chiuso, che grazie a quel vuoto urbanistico riequilibra il rapporto tra i due edifici. Piermarini decise anche di riorganizzare urbanisticamente il centro cittadino, aprendo Piazza Fontana e via Santa Redegonda, asse di collegamento col Teatro alla Scala e rettificando il Corso di Porta Orientale (l'attuale Corso Venezia), asse di collegamento con Vienna e con Monza. La sua opera universalmente conosciuta è il Teatro alla Scala, costruito nel 1776-78, un edificio di foggia neoclassica, ma ove si legge il recupero di un linguaggio morfologico rinascimentale. Dell'edificio originario, dopo i molti successivi interventi (cominciati sin dal 1808-14 ad opera del Canonica) resta la facciata (salvo il pesante intervento del Botta) e l'impianto generale. Nel 1776 ottenne la cattedra di architettura alla neonata Accademia di Belle Arti di Brera e l'anno successivo iniziò la Villa Reale di Monza. Inizialmente progettata come luogo di villeggiatura e di delizie, per volontà dell'arciduca venne pensata come un vero e proprio palazzo di corte e di rappresentanza, privilegiando soluzioni sobrie e un'organizzazione degli spazi interni funzionale e attenta alle esigenze abitative. Nel 1779 venne nominato Imperial Regio Architetto. A Milano lavorò anche: al Palazzo Greppi (1772-78), al Palazzo Belgioioso (1772-81), ove ripropose le forme della Reggia di Caserta, sebbene profondamente semplificata nelle forme. Nel contado venne chiamato dal suo amico ebanista Giuseppe Maggiolini, per la realizzazione della facciata della Chiesa Prepositurale dei Santi Gervasio e Protasio (1780) di Parabiago. Nel 1798 tornò a Foligno, approntando il progetto per la cappella del Sacramento nella chiesa di San Lorenzo a Spello e realizzando interventi nel Duomo della sua città natale. Notizie tratte da enciclopedia Wikipedia.
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